• giovedì , 22 Ottobre 2020

I mille volti di Faceapp

di Isabella Inzani

Una nuova app sta conquistando il web. Nelle ultime settimane stiamo vedendo i nostri attori e cantanti preferiti essersi trasformati in anziani. I capelli bianchi, le rughe e qualche occhiaia in più sono aggiunte da FaceApp. Quest’app è capace di invecchiare le persone, aggiungere i baffi e la barba e di cambiare l’espressione del volto. L’hashtag #FaceAppchallenge è diventato virale. Musicisti e calciatori spinti dalla curiosità o dalla voglia di divertimento, hanno inondato i social mostrandosi vecchi, decrepiti e rugosi. I vip, che solitamente non amano farsi vedere senza trucco, si sono lasciati prendere dalla moda: DiCaprio, ad esempio, si è mostrato con qualche anno in più. Bello come sempre, il suo selfie ha spopolato con milioni di like e commenti.

L’app impiega per le sue trasformazioni le reti neutrali e alla base del processo ci sono dei filtri che utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare l’immagine modificata secondo le impostazioni decise dall’utente. Fu ideata da un ex responsabile tecnico in Microsoft, che fu anche il capo del dipartimento piattaforme mobili di Yandex, il Google russo, di nome Yaroslav Goncharov.

Negli Stati Uniti, dopo essere stata scaricata da milioni di utenti, è ancora vivo l’incubo degli hacker russi e si è scatenato il panico. Il senatore democratico Charles E. Schumer ha contattato Christopher Asher Wray, direttore dell’FBI, e Joseph Simons, chairman della Federal Trade Commission affinchè indaghino sui rischi dell’app sulla sicurezza nazionale per prevenire cyber attacchi contro gli Stati Uniti.

La Democratic National Committee, la principale organizzazione di governo dei democratici statunitensi, ha allertato i propri candidati per le presidenziali del 2020 esortandoli a cancellare l’app dopo aver indicato loro la provenienza russa. La preoccupazione di attacchi informatici contro gli Stati Uniti ha infatti portato alla sfiducia nei confronti di società di tecnologia russe e cinesi considerate fonti di turbolenza politica.

La maggiore preoccupazione è che i dati dei cittadini-utenti possano cadere in mani sbagliate e che i dati facciali possano aggiornare banche dati illegali.

L’app offre risultati accattivanti e molto realistici che le persone sono impazienti di ottenere, tanto da trascurare una possibile violazione della loro stessa privacy. La curiosità è così incontenibile da ignorare possibili politiche di sicurezza.

Faceapp non è però un pericolo per la privacy più grande di molte altre app disponibili per gli smartphone. Quando si seleziona una foto per sottoporla al processo di invecchiamento, Faceapp la scarica sul suo server, e nella sua privacy policy si prende il diritto di utilizzare la foto caricata dell’utente come meglio ritiene: distribuirla ad altri, condividerla con partner commerciali, usare fotoshop in modo da far sembrare che il volto della foto caricata sull’app sia parte di un corpo altrui. Questo comportamento sembra inammissibile, ma Facebook, TikTok e Instagram fanno la stessa cosa.

Quindi Faceapp è un problema per la privacy, mischiato ad un atteggiamento anti russo, ma non ci troviamo di fronte ad una situazione diversarispetto a quella di altri social.

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