• giovedì , 29 Ottobre 2020

Un mondo di plastica

di Ludovica Bossina

La plastica oggi è parte integrante degli oceani, fiumi e laghi, causando non solo sporcizia ma anche problemi gravi di inquinamento a causa del lunghissimo periodo di smaltimento. Soprattuto è la causa di morte per le specie che li popolano. Però un grande cambiamento c’è già stato: l’industria della coca-cola e della Pepsi hanno detto no alla Plastic Industry Association, l’associazione più importante degli Stati Uniti, in quanto va contro le norme internazionali per la salvaguardia dell’ambiente.

L’innovazione sarà ufficiale nel 2021 momento in cui saranno banditi anche tutti gli involucri di plastica usa e getta. Anche altre multinazionali e grandi industrie come la Nesquik in Svizzera e la Conad hanno deciso di adeguarsi a Parmalat che ricicla il 50% delle bottiglie utilizzate, prendendo dunque una posizione e scegliendo di eliminare il più possibile la plastica e gli imballaggi non riciclabili. Dalle ultime elezioni europee, inoltre, emerge la preoccupazione dei giovani per il nostro pianeta: pare secondo le statistiche dell’UE che le nuove generazioni si stiamo rendendo conto di come il pianeta stia cambiando e che c’è bisogno di agire immediatamente. È evidente che ci sia bisogno di lavoro quotidiano da parte di ciascuno, non solo per amore di ciò che madre natura ha creato, ma in primis per i propri figli e le generazioni future: il nostro operato permetterà o no ad essi di vivere in un mondo bello e ricco così come lo conosciamo, ma soprattutto di vivere in un mondo in cui si possa crescere in salute.

Nel 2012 in Italia sono stati stimati 84.400 decessi (dato del MetLife) a causa delle polveri sottili, causate dalle emissioni. Il primo passo è quello di prendere consapevolezza di cos’è il mondo che ci circonda e di cosa sta succedendo ad esso. Il secondo è agire.

Pare però che questo stia già avvenendo: con la nascita di un personaggio come Greta Thunberg ragazzi di ogni età hanno iniziato ad essere più informati e manifestare per far sentire la propria voce rendendosi conto di come la questione sia importante. Così dalla resistenza contro il governo della Svezia di una ragazzina sedicenne si è arrivati alla manifestazione mondiale del 15 marzo a cui 3 paesi su 2 hanno preso parte. Questo però non basta, manifestare non è abbastanza, è ora di agire concretamente: bisogna diminuire l’uso dell’acqua, la plastica e le emissioni. Ciò non significa che bisogna privarsi completamente delle auto, dell’acqua o della plastica ma servirsene con intelligenza e coscienza, facendo la raccolta differenziata e buttando i rifiuti negli appositi bidoni o favorendo il mercato dei mezzi elettrici.

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