• giovedì , 29 Ottobre 2020

Le mille fragranze del profumo

di Sara Montarolo

“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente e non c’è modo di opporvisi.”  Patrick Suskind.

Ricercatori e archeologi dell’università delle Hawaii sostengono di essere riusciti a ricreare il profumo di Cleopatra, a seguito di un impegno decennale. Nonostante non sia dato sapere se la regina del Nilo usasse realmente quell’essenza, tuttavia gli scienziati sottolineano di aver usato, per produrre “Eau de Ancient Egypt”, sostanze simili a quelle predilette proprio da Cleopatra, nota per l’uso di intriganti profumi.

Il profumo, accessorio invisibile di cui moltissime donne fanno ampio uso (si ricordi, per esempio, Marilyn Monroe con la sua celebre affermazione “Quando vado a dormire indosso solo due gocce di Chanel n. 5” ) era conosciuto già, come cosmetico profumato, al tempo degli antichi Egizi, fu largamente utilizzato anche dai Greci, dagli Arabi e dai Romani. Quindi questo impercettibile cosmetico ha una storia antichissima e, anche se non in maniera esplicita, crea la realtà.

Il profumo è fondamentalmente un’evoluzione del concetto di odore, dacché se ne crea una discriminante positiva che prende piede fin dall’antichità nel rapporto tra l’uomo e gli odori gradevoli della natura, fino al rapporto con il mondo trascendentale, di cui riti probabilmente deriva lo stesso termine latino per-fumum, attraverso il fumo.

Aldilà della cosmetica, i profumi e gli odori circondano il mondo, e sono in grado di anticipare l’arrivo della bella stagione, di riportare alla mente ricordi ormai dimenticati perchè, con l’olfatto, passando direttamente al nostro cervello, stimolano il sistema nervoso e liberano ormoni.

 E associando ad una particolare fragranza un determinato momento o una determinata persona, percependo nuovamente quel profumo, è quasi possibile riviverlo o rivederlo. Forse è per questo che le donne ne fanno ampio utilizzo: vogliono essere ricordate. La sensazione che si prova nel sentire profumati effluvi di qualsivoglia origine, è paragonabile alla carezza di una mano morbida e delicata, che porta con sé una percezione di  dolcezza, perché resta impressa come un tocco fisico.

Grazie a queste sue proprietà, molti poeti ne scrivono nelle proprie opere, come Baudelaire, ne I fiori del male Vi sono profumi freschi come carni di bambini, / dolci come oboi, verdi come prati, / e altri, corrotti, ricchi e trionfanti // che hanno l’espansione delle cose infinite.”. Il “poeta maledetto” associa sostantivi, aggettivi e immagini appartenenti a sfere sensoriali diverse e in questo modo, grazie ad un continuo richiamarsi di sensazioni , il profumo  può legarsi ad immagini ed esperienza vivide anche per gli altri sensi. Insomma, le sensazioni olfattive sono al centro di molteplici opere, e addirittura nel titolo di alcune di esse, come “L’odore della notte” di Andrea Camilleri. Gli autori, riconoscendo la miriade di sfaccettature del profumo, si sbizzarriscono nel farne uso in descrizioni di persone, di luoghi e addirittura di azioni.

Inoltre, le fragranze possono combinarsi, inaspettatamente, anche alla musica. Infatti i profumi sono delle melodie olfattive che, come la musica raggiungono il profondo della nostra anima per far fiorire emozioni. Il concerto di profumi, insieme ad uno spettacolo musicale, è la massima espressione della scenografia olfattiva; il suo proposito è di trasportare lo spettatore in un viaggio all’interno di se stesso attraverso la stimolazione del sistema nervoso ed è a tutti gli effetti , un concerto di emozioni.

“Fabbricherò tutti i profumi che desiderate ma voi dovete insegnarmi a catturare l’odore di ogni cosa che esiste, potete farlo?” Ben Wishaw.

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