• sabato , 7 Dicembre 2019

Social network, nuovi filosofi della società

Da sempre l’uomo si è lasciato guidare dal desiderio di conoscenza, dando origine al sapere filosofico, con cui, fin dai tempi più remoti, è alla ricerca di principi, idee e convinzioni che rappresentano le fondamenta su cui si basa la concezione della vita nella società. 

Nel moderno mondo virtuale, attivato da chat, social network e sondaggi, si creano labirinti in cui è difficile accertare la verità di una notizia, che, anzi, in termini di credibilità, viene considerata tale fino a che non si dimostra che quest’ultima non esiste, come avviene per le fake news.

L’antidoto contro questo tipo di giornalismo ovviamente esiste e, anche se difficile da credere, era già noto ai tempi di Socrate, Aristotele e dei grandi filosofi del passato. Questi ultimi avevano proposto l’esercizio della ragione e la pratica del pensiero ed oggi trovano nuovamente spazio in una società in cui la comunicazione è istantanea.

L’insieme di tutto ciò mette alla prova le idee e non porta ad un semplice monologo, ma ad un vero e proprio dialogo che mette in luce l’unicità del pensiero umano e le diverse sfumature che un argomento assume secondo l’interpretazione di ogni individuo. 

Nell’ ultimo decennio, però, numerose trasformazioni hanno investito il linguaggio e le modalità di condividere un’informazione, dovute soprattutto all’ avvento dei social network, che sfornano novità a getto continuo, favorendo una progressiva diffusione del messaggio anche tramite un viral marketing.

Il desiderio di conoscere oggi fa riferimento anche alle indagini di mercato, per mezzo delle quali si arriva a condizionare e ad influenzare l’opinione pubblica, escogitando, come sostiene Socrate qualchecongegno di persuasione, in modo da dare l’impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno”.

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L’opinione pubblica ha la caratteristica di focalizzarsi maggiormente sulla prima notizia negativa e rimane come impermeabile alle successive testimonianze che la smentiscono. Questo ha sempre avuto un peso determinante, dalla condanna a morte di Socrate nell’ antichità alla Brexit di oggi.

Accade, a volte, che le convinzioni siano fondate sul sentir dire, misurato con il numero di like o sulla lettura di qualche articolo trattante un’informazione superficiale o qualche sondaggio commerciale.

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Socrate trascorse tutta la vita a dialogare, aiutando i suoi concittadini a conoscere meglio se stessi, ottenendo risultati a volte sconvolgenti, perché metteva in dubbio le idee di coloro che non erano in grado giustificarle.

Il filosofo greco ha lasciato come dono all’umanità una delle sue citazioni più famose: “docta ignorantia”, tesi esposta durante il processo a suo carico, che lo condusse alla sua morte.

Gli è sempre sembrato straordinario conoscere la spiegazione di ogni cosa. Oggi, invece, si tende a sostituire la propria ingegnosità, nata come confronto tra idee lontane l’una dall’altra, con i social network, al fine di ricevere conferma della propria visione del mondo attraverso contenuti che sembrano più adatti a noi.

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