• sabato , 7 Dicembre 2019

Da Londra è tutto, ci vediamo a Torino

Con la Davis Cup in corso, torniamo a parlare del torneo che ha chiuso la stagione del circuito ATP, le Finals.

La competizione che tra poco più di due anni si terrà a Torino, e che ha visto affrontarsi anche quest’anno i migliori otto tennisti del mondo a Londra, ha segnato un vero e proprio cambio generazionale.

Il riferimento non è solo ai quattro Under 24 presenti al torneo, ma al fatto che Nadal e Djokovic, rispettivamente primo e secondo al mondo, non siano andati oltre ai gironi, lasciando le semifinali a giocatori più giovani, ad un ventiseienne con paradossalmente tantissima esperienza, e naturalmente al “38 years young” sua maestà Roger Federer.

Ad aggiudicarsi il torneo il ventunenne Stefanos Tsitsipas, campione uscente delle Next Gen, il che ci fa ben sperare per il nostro Sinner.

Nonostante la sorpresa della stagione, Daniil Medvedev, non abbia condotto un gran torneo, risultando l’unico giocatore a non aver vinto una partita, e perdendo un terzo set con Nadal in cui si era visto in vantaggio per cinque a uno, le Finals sono state un trionfo per i giovani, quest’anno come quando, nella passata stagione, era stato Zverev ad aggiudicarsele.

Senza parlare della nostra più grande soddisfazione, Matteo Berrettini, che con una partita di orgoglio batte Thiem e diventa il primo italiano di sempre a vincere un match nella storia del torneo.

Come già accennato, dal 2021 le ATP Finals si svolgeranno a Torino, città che ad oggi, dal punto di vista organizzativo, sembra parecchio indietro rispetto alla capitale inglese.

In questa manifestazione l’O2 Arena ha avuto un ruolo importantissimo, come una macchina perfetta in cui ognuno sa cosa fare. Il nostro Pala Alpitour dovrà infatti svuotarsi dopo la sessione pomeridiana per poi riaprire le porte in quella serale, facendo entrare e uscire più di quindicimila persone in tempi ragionevoli.

Questa manovra che sembra così semplice e veloce nello stabilimento di North Greenwich, dotato di un complesso di attività, negozi e ristoranti al di fuori dello stadio, risulta più difficile in una struttura come il PalaIsozaki, quasi completamente privo di stabilimenti di contorno.

Un altro punto dolente è quello riguardante i mezzi pubblici: mentre l’O2 si trova infatti davanti ad una fermata della metro, e risulta facile raggiungerla in più modi, la viabilità torinese non brilla sicuramente per organizzazione, e a meno che non vengano istituiti pullman o navette per l’occasione, non sarà facile portare avanti e indietro dallo stadio più di quindicimila persone senza qualche intoppo.

In ogni caso sarà una bella sfida, difficile ma intrigante, quella che affronterà Torino e la sua sindaca, Chiara Appendino, la quale ha affermato più volte che il capoluogo piemontese stupirà i diffidenti e magari ospiterà questo importantissimo torneo più a lungo rispetto ai cinque anni previsti.

L’unica cosa da fare per noi sarà goderci questo spettacolo che il tennis italiano si sta meritando, con il miglior U21 al mondo, l’appena diciottenne Yannik Sinner, con la prima vittoria di un Master 1000 per Fognini, con l’approdo in top 8 di Matteo Berrettini e, ultima ma non certamente per importanza, con la designazione di Torino per ospitare questo prestigioso torneo dal 2021 al 2025.

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