• domenica , 7 Giugno 2020

“Non avessi l’amore, niente mi gioverebbe”

(San Paolo, Inno all’amore)

Prima del loro fidanzamento, l’attesa tra il Signor Darcy ed Elizabeth è stata lunghissima, quasi eterna, una conquista continua, un corteggiamento delicato, lento e pieno di desiderio. Quello che sembrava un amore impossibile si è rivelato essere il più bello degli Odi et amo: da odio reciproco, si è trasformato in follia incontenibile. Le lettere, le uscite, le chiacchiere, sono state quelle ad attrarre i due innamorati.

I tempi di Jane Austen sono ormai lontani e appaiono decisamente noiosi ai nostri occhi anche perché ognuno è diverso: c’è chi vuole una relazione seria, chi fa del corteggiamento una scommessa tra amici, altri si ubriacano e nello stordimento scambiano effusioni di cui non conservano il ricordo, forse per paura di innamorarsi.

In questa cornice di relazioni sarebbe bello tornare a ispirarsi alla scrittrice britannica, provare a conquistare chi ci piace con dichiarazioni, sorprese o complimenti, abbandonando i frettolosi SMS e l’idea che l’amore sia solo desiderio sessuale, tanto superficiale da essere basato sull’aspetto fisico e da potere essere reso pubblico sui social. Si è arrivati a questo per la troppa fretta che c’è oggi. La continua influenza altrui che ci spinge a voler fare tutto hic et nunc: il primo bacio era una grande conquista, adesso è un passaggio da superare velocemente per dare spazio ad altro, che accade purtroppo in età sempre più prematura. A quattordici anni c’è chi ha rapporti sessuali frequenti, chi vedendo video erotici dalla prima media è annoiato da quello che succede nella vita reale; è come se ci fosse un’accelerazione dei tempi, un bisogno di rendere le cose semplici e alla portata di tutti. Sarebbe bello riconquistare l’idea di un amore profondo, quello che resiste agli anni del matrimonio, alle rughe, alle malattie.

Come nei romanzi della Austen, nel caso delle sorelle Bennet che pur di sposarsi accettano la compagnia di un Don Giovanni, anche nella realtà sarà naturale incontrare persone che hanno visioni distorte dell’amore, che cercano l’altro solo per non stare soli, che abusano dell’amore e della fiducia accordata.

Tuttavia dovremmo tornare a considerare l’amore come la fonte di pure emozioni che alterano positivamente la percezione delle cose, provocando ad ogni età un’immensa gioia. L’amore è un incantesimo stupendo che potrà fare piangere, ridere; che potrà deludere e tormentare come nel caso dei dubbiosi disiri, dove non si sa se si è corrisposti, ma senza il quale la vita sarebbe un’immagine sbiadita.


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