• mercoledì , 1 Aprile 2020

Napoli, freddato a 16 anni con tre colpi di pistola.

Via Generale Orsini, Napoli.

Un carabiniere fuori servizio e in abiti civili di 23 anni era a bordo della propria auto con la sua ragazza quando un ragazzino di 16 anni, Ugo, insieme ad un complice di un anno più grande, ha minacciato il militare con una pistola giocattolo intimandogli a consegnare l’orologio che indossava. I due ragazzini erano in sella ad uno scooter con il volto coperto da uno scaldacollo e dal casco. A quanto ricostruito dal Comando provinciale, l’uomo con l’arma puntata alla tempia si è qualificato specificando di essere del corpo dei carabinieri e successivamente ha sparato tre colpi al ragazzo con la pistola di ordinanza, colpi che hanno ferito mortalmente il 16enne.

Napoli, Via Orsini, il luogo della sparatoria.

Alle 5.30 il ragazzo ha raggiunto in ambulanza il Pronto Soccorso dell’ospedale Pellegrini, ma le sue condizioni sono subito apparse critiche date le due ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il ragazzo è morto nel corso dell’intervento chirurgico. Le indagini sono ora coordinate dalla Procura con il pm intervenuto sul posto. Il carabiniere potrebbe essere indagato per omicidio per quanto come atto dovuto.

All’alba, venuti a conoscenza del decesso del proprio figlio, i genitori e gli amici del ragazzo hanno devastato l’ospedale presi dalla rabbia e dall’indignazione. A causa dei danni subiti il pronto soccorso ha dovuto sospendere il proprio servizio, otto pazienti sono stati ospitati in altri ospedali a causa dell’assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza.

L’ospedale Pellegrini di Napoli.

A seguito della morte del 16enne, il comando provinciale dei Carabinieri è stato poi soggetto ad un attacco: quattro colpi di pistola sono stati esplosi ad altezza d’uomo contro la caserma di via Morgantini da due persone a bordo di uno scooter. Ancora non è chiaro se questo gesto fosse indirizzato ai militari o al giovane complice che in quel momento era all’interno della caserma.

I microfoni di Fanpage.it hanno intervistato Vincenzo Russo, il padre di Ugo, a poche ore dal decesso del figlio. Il padre sostiene che il carabiniere abbia sparato a Ugo mentre stava scappando sottolineando che chi agisce in questo modo non è un carabiniere ma un criminale, aggiungendo: “Io non so se mio figlio stava rapinando quell’uomo. Ma questo vuol dire che chi fa una rapina può essere ucciso da un carabiniere? Se mio figlio se ne stava scappando, doveva sparare alle gambe o farlo fuggire. Il carabiniere ha voluto uccidere mio figlio Ugo, si è comportato come un criminale”.

Senza dubbio i genitori dovranno pagare per quanto riguarda i danni che hanno provocato ad una struttura sanitaria pubblica, spaventando il personale e mettendo l’intero ospedale in difficoltà tanto da chiudere il Pronto soccorso. Tuttavia sono molti i quesiti che questa vicenda lascia in sospeso tra cui se è giusto che chi tenta di fare una rapina debba essere ucciso e freddato con tre colpi di pistola.
Ogni qual volta che sentiamo di una sparatoria in America ci arrabbiamo e siamo indignati, ma questo scenario non è poi così lontano da quello descritto poco prima. Il carabiniere infatti non era in servizio, eppure girava con una pistola carica e pronta all’uso nella propria auto, e non ha esitato ad usarla. Che cosa sarebbe successo se il militare avesse posato al lavoro la propria arma di ordinanza e non ce l’avesse avuta con sé quella sera? Sicuramente Ugo sarebbe vivo e il carabiniere avrebbe agito in altro modo e si sarebbe accorto che quella pistola non era vera, in questo modo la giustizia avrebbe fatto il suo corso e il ragazzo sarebbe stato punito per una tentata rapina e avrebbe avuto la possibilità di imparare dai suoi sbagli.

Tuttavia come succede spesso, chiunque possegga un’arma da fuoco, che sia un criminale o una forza dell’ordine, acquisisce automaticamente un diritto di vita e di morte verso un’altra persona, abusando del proprio “potere” come nel caso di un carabiniere che uccide un civile.

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