• martedì , 20 Ottobre 2020

Calcio o football?

di Giacomo Perino

Un dibattito aperto ormai da molti anni in ambito calcistico professionistico è quello del modo differente di impostare il gioco in Premiere League e in serie A. Secondo alcuni studi avvenuti durante diverse partite del campionato inglese si è potuto notare che i giocatori d’Oltremanica hanno una piccola percentuale in più (+5% ca.), rispetto ai giocatori italiani, di chilometri percorsi durante il corso del match. A confermare questi dati sono stati alcuni allenatori che arrivando in Premier League non hanno potuto fare a meno di notare un gioco più rapido, in cui, soprattutto le fasce laterali (terzini e esterni d’attacco) percorrevano il campo con grande velocità, sia in fase offensiva che in fase difensiva.

Uno di questi fu Josep Guardiola, attuale allenatore del Manchester City, che all’arrivo in Inghilterra in un’intervista disse di aver trovato un calcio nuovo, più veloce, con la palla che raramente veniva giocata a terra. Fu un po’ strano per l’allenatore spagnolo che arrivava dal campionato tedesco e prima ancora da quello spagnolo in cui allenava un Barcellona dalle qualità tecniche elevatissime. Un esempio pratico: Lionel Messi che giocava, sotto le direttive di Pep, da “falso nove”. Non solo gli allenatori hanno potuto notare delle differenze tra gli altri campionati, in particolare quello italiano e quello inglese, ma anche i giocatori stessi che osservando alcune partite del campionato italiano sono rimasti stupiti da un gioco lento e molto tattico. D’altra parte moltissimi allenatori italiani, abituati al gioco della seria A , sono stati in grado di adattarsi al meglio al gioco inglese come Maurizio Sarri, ex allenatore del Chelsea.

Come si può evincere, il calcio inglese predilige un gioco fisico e adrenalinico, differente da quello italiano, basato sulla tattica. Questa visione di gioco nasce in concomitanza alla nascita del calcio nel XIV secolo, proprio in Inghilterra: il calcio inglese che oggi abbiamo l’opportunità di vedere pone le proprie radici proprio in quello “antico” in cui le emozioni e la fisicità vincono sull’immobilismo della tattica. Questo sport poco organizzato iniziò a declinare con la nascita della Premier League nei primi anni 90’ con l’affermazione del Manchester United del “re di Manchester”: Eric Cantona. Proprio per le differenze di impostazioni di gioco, il pubblico del campionato inglese non ama seguire le partite di quello italiano anche se questo mito è stato in parte sfatato con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus che secondo alcuni ha portato vento fresco alla Serie A.

A questo proposito è sbagliato considerare il calcio inglese migliore di quello italiano o viceversa poiché le due impostazioni di gioco sono differenti e non peggiori o migliori; è vero: il calcio inglese è più emozionante ma quello italiano è studiato nel dettaglio e gli allenatori sono come dei professori per il loro team.

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