• lunedì , 10 Agosto 2020

Nudità, fra umiliazione e libertà

Marciare nudi attorno ad una piscina con una moltitudine di donne anch’esse nude mentre Tomaš le osservava pronto ad ucciderle per un qualche errore era l’incubo ricorrente di Tereza. Un’idea di nudità che pare identica a quella che la madre di Tereza voleva trasmettere alla figlia: tutti corpi uguali, privi di diritto al pudore e un’autenticità del tutto inesistente. “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Kundera mostra una visione della nudità forte che ricorda quella dei campi di concentramento, una moltitudine di corpi privi di valore che non rappresentano più l’anima e l’essenza di un uomo ma un semplice ammasso di ossa. Una concezione di umiliazione estrema in cui si è privi di ogni diritto e la nudità, forma di intimità ed autenticità dell’uomo, viene minimizzata in una costrizione che comporta l’assenza dell’animo umano.

Libertà è quello stato per cui ci si sente in grado di essere se stessi. La nudità può essere anche intesa, al contrario di come la percepisce Kundera, come un’occasione in cui l’uomo è spoglio di tutte le costrizioni della società e si sente finalmente libero di esprimersi per com’è realmente. Nudità implica intimità fra due persone, rispetto e totale fiducia dell’altro. Gli uomini hanno il diritto al pudore e nel momento in cui sono completamente nudi sono evidentemente a rischio e soggetti a quel pudore che spesso spaventa tanto. La libertà di essere nudi con se stessi o con un altro è un’esperienza unica che va però vissuta con estremo rispetto e attenzione per evitare di sfociare nell’opposto, ossia nell’umiliazione di cui parla Kundera. 

Libertà e umiliazione per quanto sembri assurdo viaggiano di pari passo, la prima può portare all’altra se gestita nel modo sbagliato. Gli uomini hanno un grande potere in questo, nel sapere percepire le emozioni degli altri e nella capacità di recepirle e successivamente affrontarle in modo corretto. La nudità è un tema delicato che nel XXI secolo continua ad essere un tabù, forse perché spaventa o forse perché non ci si osa tornando così al concetto di pudore. Stare nudi è per molti una forma di umiliazione, ma per alcuni una forma di libertà. La capacità di parlarne renderebbe un aspetto dell’uomo concepito come negativo in un aspetto positivo che accumuna tutti.

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