• sabato , 19 Settembre 2020

Musica e immagine

di Federico Ravedati

Dalle pitture delle necropoli etrusche fino ad oggi la musica ha avuto sempre uno stretto legame con la rappresentazione artistica e l’immagine.

Basti pensare all’opera lirica che unisce musica e rappresentazione scenica allo stesso tempo o agli innumerevoli più recenti videoclip che accompagnano la maggior parte dei brani, rendendoli più completi, o addirittura ai ricercati costumi di certe rockstar che ne identificano il personaggio, come, ad esempio, l’iconico cappello di Slash, chitarrista dei Guns n’ Roses, o al più recente gruppo degli Slipknot, noti per indossare maschere in stile horror.

Slash
chitarrista degli Slipknot

Esattamente così ogni artista musicale iconico del passato o nascente cerca inesorabilmente di bilanciare le sue uscite con una propria immagine in modo tale che gli ascoltatori possano più facilmente associare il brano al personaggio, accrescendo così parallelamente, ovvero con nuove uscite e con un’immagine potenzialmente accattivante, la propria fama. Alcuni più fortunati riescono a farsi conoscere in più ambiti oltre a quello musicale, come, ad esempio, Lenny Kravitz, noto sia per i suoi successi come “Fly Away” e “American Woman”, sia per essere un fotomodello, o Jared Leto, cantante dei 30 Seconds to Mars, ma anche attore; altri invece ricorrono a costumi ricercati o a stili di vita irregolari e decisamente sopra le righe, come nel caso di Ozzy Osburne, cantante che ha intrapreso sia una carriera solista sia quella con l’iconico gruppo dei Black Sabbath.

Oltre a ciò si verifica anche l’opposto, ovvero personaggi che, non riuscendo a farsi conoscere unicamente con i brani registrati, necessitano di un’esagerata ostentazione della propria figura; è il caso di Elettra Lamborghini, personaggio televisivo e cantante italiana, nonché nipote di Ferruccio Lamborghini, che ha iniziato la propria carriera esibendosi nelle discoteche della Lombardia; nonostante non disponga di grandi abilità canore è riuscita a rendere noti i suoi due singoli quasi unicamente grazie ai suoi atteggiamenti da show girl di qualche programma televisivo di bassa qualità più che da vera cantante.

Elettra Lamborghini

Un altro caso molto recente è quello del singolo “Non mi basta più” di Baby k con la collaborazione di Chiara Ferragni. Il vero problema del singolo non è tanto il brano in sé, che, anche se può sembrare banale o avere un testo le cui parole, diversamente combinate, potrebbero essere quelle di un brano reggaeton, può comunque, in qualche misura, anche piacere; ma ciò che ha mosso le principali critiche è stata la collaborazione dell’artista con  la influencer; ciò, infatti, lascia trasparire il messaggio che per ottenere successo in ambito musicale non basta produrre un pezzo di qualità per portare notorietà all’artista, ma è più produttivo appoggiarsi a chi ha fatto della propria vita un’immagine sui social e che di fama e notorietà ne ha letteralmente da vendere.

Baby k

C’è quindi chi si serve dell’immagine per la propria musica, ma c’è anche chi in modo opposto ha raggiunto l’immagine e l’arte con la musica; è questo il caso dell’album del 2014 di Caparezza, intitolato Museica, capolavoro rap e hip-hop, che ha raggiunto la prima posizione degli album più venduti di quell’anno.

Caparezza durante il Museica tour

Fin dal primo impatto si può facilmente notare come tutte le tracce siano disposte secondo un ordine ben preciso e di senso; infatti l’intero album è strutturato come una visita in museo e con riferimenti artistici continui come se Caparezza di invitasse a legare la musica all’arte figurativa.

Del resto la forte dipendenza fra l’arte pittorica e la musica era stata esemplarmente affermata da un grande artista come Kandinsky, i cui quadri nacquero dalla musica: al netto della sinestesia (musica più immagine, variamente presente in tutti gli esempi precedenti), Kandinsky arrivò col l’immagine a riprodurre l’armonia delle sinfonie più sublimi. Ma qui inizia il capitolo della genialità e del talento immortale.

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