• martedì , 22 Settembre 2020

I medici del futuro

di Edoardo Ruà

“Bisogna ripartire dai giovani, ascoltiamo le loro proposte e accorgiamoci dei segnali che ci mandano”. Il numero delle occasioni in cui si sono sentite queste parole tende all’infinito, ma questa volta non è solamente retorica: i ragazzi vogliono essere i protagonisti della ripresa dell’Italia e lo stanno dimostrando. Ovviamente è rischioso, e anche non corretto, catalogare in questa maniera tutti coloro che appartengono alle ultime generazioni. Infatti vi sono coloro che non portano alcunché di positivo alla comunità ma anche quelli che si mettono in gioco per diventare elementi positivi ed essenziali per il Paese.

Woman student on college campus learning wearing face mask while working on her laptop

I risultati delle iscrizioni al test di Medicina seguono questa falsa riga e vedono un netto aumento di persone che vogliono entrare a far parte della facoltà. I ragazzi, dunque, stanno reagendo in maniera molto propositiva dopo il periodo difficilissimo che l’Italia ha attraversato e dal quale non è ancora uscita. Essi si sono messi in gioco per aiutare la Nazione che ha visto il proprio sistema sanitario in grandissima difficoltà che però, con grande forza e spirito di sacrificio, ha saputo resistere quando ormai sembrava sul punto di crollare. Dunque proprio nel momento di maggior bisogno per i nostri ospedali e i nostri medici è arrivato un segnale di aiuto da parte dei giovani che possono e devono rinforzare quel settore che è ancora in piedi ma che ha visto da molto vicino il rischio del tracollo.

A group of doctors with face masks looking at camera, corona virus concept.

E’ ancor più lodevole l’iniziativa di questi numerosissimi ragazzi poiché quest’anno il costo del test di Medicina è aumentato, in alcuni casi anche triplicato. Infatti la Conferenza dei Rettori Universitari, associazione che riunisce le Università statali e non statali, ha deciso di uniformare il prezzo del suddetto a cento euro. Il poco preavviso ha colto di sorpresa anche alcuni atenei come quello di Catania che hanno dovuto triplicare il costo del test da un giorno all’altro, ma anche gli stessi ragazzi che però non hanno fatto un passo indietro.

Eugenio Gaudio, retore della Sapienza, ha spiegato questa decisione in quanto media ponderata dei precedenti prezzi e come contromisura rispetto alla possibilità di svolgere il test nelle proprie località di residenza e non nella sede Universitaria, che quest’anno è concessa per non creare assembramenti. In risposta Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, ha dichiarato come sia scorretto che coloro che devono pagare il prezzo di queste difficoltà siano gli studenti e le famiglie.                

Group of happy multiethnic students walking outside college building. Five university students holding books and school backpack while talking together. Young man and beautiful girl in conversation at college campus.

Lasciando da parte le polemiche che in questo momento sono infruttuose e sbagliate, bisogna apprezzare la reazione dei ragazzi che non si sono tirati indietro e hanno confermato il loro proposito. Essi hanno dimostrato grande forza di volontà e spirito di sacrificio con cui si sono decisi ha superare queste difficoltà e continuare nel cammino verso il proprio sogno.

Queste sono le persone su cui l’Italia deve porre le fondamenta della propria ripartenza: coloro che si mettono in gioco, che si impegnano per gli altri e per i propri sogni e che non gettono la spugna davanti alle prime difficoltà che incontrano durante il loro percorso.

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