• martedì , 27 Ottobre 2020

Leggi di stato e amore

di Ludovica Bossina

Lo scorso 30 giugno l’onorevole Zan entra nella Camera dei Deputati pronto a firmare la nuova proposta di legge contro l’omofobia e la misoginia, volendo modificare perciò gli articoli 604-bis e 604-ter  del codice penale italiano in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere; al suo seguito i primi firmatari del disegno legge: Boldrini, Scalafarotto, Perantoni e Bartolozzi. Il provvedimento modifica la legge Macino del 25 giugno 1993 estendendo agli episodi d’odio fondati sull’omofobia e sulla transfobia i reati già previsti dal codice penale. Questa legge dunque vuol essere uno strumento concreto per combattere non solo omofobia e transfobia, ma anche sessismo e misoginia. Diversi politici italiani si sono espressi in merito all’argomento, inneggiando alla libertà di pensiero di ogni uomo, che secondo alcuni pare essere limitata.

Heart hands as a group of diverse people hands connected together shaped as a love symbol expressing the feeling of being happy and togetherness.

Per citarne alcuni: Giorgia Meloni: “La legge contro l’omofobia è liberticida, scendiamo in piazza”; Matteo Salvini: “ Allora presentiamo pure una legge contro l’eterofobia”.

Di fronte a queste dichiarazioni, non si può che rimanere esterrefatti: non è chiaro come una legge volta a tutelare una parte del popolo italiano possa essere liberticida, visto che protegge una minoranza e cerca di contrastare odio, violenza e discriminazione essendo, per altro, questi ultimi a limitare la libertà del soggetto colpito che si trova nella condizione di dover reprimere la propria indole e personalità.

Proseguendo, appare altrettanto oscura l’utilità di creare una legge per difendere una maggioranza che sin da quando vi è testimonianza  dell’uomo nel mondo non è mai stata oggetto di discriminazioni e sicuramente mai lo sarà, dunque è totalmente infantile un ragionamento di questo genere. Si consideri infatti che approvare questa legge significherebbe che lo stato e gli organi giuridici riconoscano e proteggano una forma di amore che è totalmente al pari dell’amore eterosessuale: per prima cosa l’amore omosessuale nacque nello stesso momento di quello eterosessuale e che non sia una moda degli ultimi anni per essere “alternativi” come alcuni stolti continuano a sostenere, ma una forma di affetto che ha attraversato i secoli.

Basti pensare alla popolazione greca e romana, che viveva l’omosessualità in maniera del tutto quotidiana. Sapendo e considerando tutto ciò è facile capire come sia sempre stato presente nel corso dei secoli anche se represso e demonizzato a seguito della nascita del cristianesimo. Dall’anno zero nacque quest’idea che l’omosessualità fosse una forma d’amore non pura, però solo a causa dell’interpretazione dell’uomo poiché nella bibbia in alcun modo viene condannata l’omofobia, infatti in epoca moderna grandi teologi come Anselm Grün (in: “passi biblici difficili interpretati in chiave spirituale”) analizzano il problema, ed egli, tra tanti, arriva alla conclusione che non sia da demonizzare in quanto forma di amore. Da ciò si deve considerare il secondo aspetto, ovvero l’amore. L’amore è il sentimento che permette all’uomo di sopravvivere, non solo perché gli permette di portare avanti la specie, ma perché è ciò che rende una vita degna di essere vissuta. Infatti è proprio ciò che distingue l’uomo da un animale, è la caratteristica che rende un uomo tale. Dunque, considerando tutto ciò, sembra surreale che non vi sia ancora una legge di questo tipo, ma ciò che è ancor più sconcertante è che quasi raggiunto questo traguardo, si parli di “legge liberticida” e di “eterofobia”. Forse, dopo duemila anni, è arrivato il momento di rendersi conto che l’odio non è la risposta ad alcuna forma di amore.

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