• sabato , 5 Dicembre 2020

Ancora 5 secondi

A seguito dell’incidente che Alex Zanardi ha subito il 19 giugno, Massimo Gramellini ha presentato nel suo Buongiorno del Corriere della Sera la filosofia di vita del campione para olimpico.

Alex ha sempre amato correre: prima in macchina per la Formula 1 fino all’incidente del 15 settembre 2001 in Germania, che lo ha visto costretto all’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Poi in handbike, un particolare tipo di bicicletta che si muove grazie alla propulsione fornita dalle proprie braccia.

Lo sportivo, appassionato di tutto ciò che la vita può offrirgli, comincia quindi ad intraprendere una nuova carriera sportiva, quella dell’handbike, prendendo parte alla prima gara nella maratona di New York del 2007.

“Non sono salito in bici per provare a vincere, ho vinto perché volevo andare in bici e non è una medaglia olimpica che ti regala felicità, è ciò che fai per ottenerla che te la regala” afferma il pluricampione paraolimpico in un’intervista.
A seguito del raggiungimento del traguardo del suo primo Ironman, tenutosi a Cervia, il campione che sposta sempre più in là il limite dell’impossibile, dice: “Se la vita continua a farmi questi regali, penso che camperò fino a duecento anni per godermi tutto questo”.

Alex ha fatto dello sport la sua filosofia di vita, il suo “mestiere”, lavorando sempre assaporando il gusto di ciò che fa.  “Se fai le cose con passione arriva anche ciò che magari non ti aspetti, una gratificazione che soddisfa il tuo ego, la tua ambizione, ma se insegui soltanto quella non arriva niente”.

Tralasciando la sua biografia, quello che affascina di quest’uomo di mezz’età é che ha sempre suscitato meraviglia e ammirazione negli occhi di tutti ma non ha mai fatto pena a nessuno, forse anche grazie all’autoironia che ha spesso dimostrato. Ricorrente infatti il suo detto: “Ero così emozionato che mi tremavano le gambe”.

È diventato l’uomo delle seconde possibilità, la dimostrazione vivente che nella vita si può andare oltre le proprie disabilità.
La sua filosofia di vita?  La “regola dei 5 secondi“: quando in una gara ti accorgi di aver dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora per 5 secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più.”
Quello di Zanardi é un enunciato apparentemente banale e semplice eppure così efficace e attuale nella vita quotidiana di chiunque.
Bisogna infatti saper tornare verso ció che risulta essere semplice ai nostri occhi, senza bisogno di “complicarsi la vita”; saper guardare dentro se stessi per trovare le forze di andare avanti.

Gli esempi di vita veramente vissuta come quella di Zanardi sono storie che non smetteremo mai di leggere: storie di persone che davanti a quello che la gente è solita chiamare destino, sfortuna, hanno visto una possibilità di rinascita. Persone che travolgono la vita con il loro coraggio, la loro forza di volontà e che con un sorriso contagioso hanno saputo essere davvero degli eroi.
Perché, come sosteneva il saggista americano Joseph Campbell, un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze.

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