• sabato , 31 Ottobre 2020

Aestas, aestatis

di Pietro Berruto

Meraviglioso è lo scorrere del tempo per l’uomo. I bambini crescono e diventano ragazzi; i ragazzi crescono e diventano adulti; gli adulti invecchiano e diventano anziani. E’ però rinomato che ogni singolo anno, con le meravigliose eccezioni del Natale, dei compleanni e delle altre feste, il periodo più atteso sia l’estate. Gli studenti aspettano trepidanti al suono della campanella che sancisca la fine del loro calvario scolastico, e così fanno anche i professori, in maniera più discreta, più educata, quasi elegante. Aspettano gli adulti, che le ferie che si sono prefissati arrivino e che lo facciano in fretta. Aspettano tutti l’estate, l’estate spettacolare e romantica che ogni film e libro strappalacrime ci ha sempre promesso. I bambini vogliono il mare e i castelli di sabbia; i giovani vogliono le partite di pallavolo , le serate in discoteca, l’alba attorno al fuoco; gli adulti vogliono semplicemente rilassarsi, senza pensare ai problemi, senza alcuna preoccupazione dell’ambiente circostante. E’ spettacolare anche come a queste richieste (non sempre, ma comunque non poche volte) si riceva spesso un secco “No” da parte dell’ ambiente circostante.

Questo perché l’aspettativa è una brutta bestia: arrivate in spiaggia (nel caso si parli di chi va al mare in vacanza), le persone così desiderose di andarci non si sentono appagate; e ciò accade per una pletora di motivi: il calore, il sudore, le zanzare la sera, la sabbia calda, il sole negli occhi, l’assenza degli amici che ci aspettavamo di trovare, le urla dei bambini che giocano, la volgarità degli adolescenti che scherzano, gli sbotti degli anziani che si lamentano. A quel punto il nostro “bagnante medio” pensa che entrando in acqua il suo desiderio di piacere sarà soddisfatto; non immagina, il bagnante che desiderava la vacanza perfetta, che l’acqua è calda. O Fredda. O Sporca. O comunque non adatta ai desideri del bagnante. Il bagnante medio ritorna dunque al suo ombrellone, insoddisfatto. Si potrà pensare che tutti questi inconvenienti che sono stati elencati siano solo conseguenza della sfortuna e non possono capitare certamente tutte insieme; senza dubbio è così, ma l’elenco serve spiegare di come un essere umano non faccia altro che preoccuparsi del futuro invece che occuparsi del presente.

Infatti, l’ambiente circostante, per il bagnante, anche se non perfetto, è perfettamente apprezzabile e godibile: le cose che sono state desiderate e aspettate dal bagnante ci sono ancora e sono a portata di mano, ma ora come ora lui sta pensando a settembre, al ritorno in città e a come il clima tornerà ad essere più temperato e meno afoso. A settembre penserà di come sia più bella la stagione delle feste e a dicembre di come la primavera tornerà a portare calore nell’ambiente.

E’ comune per tutti gli umani aspettare un evento o un tempo futuro che li renda felici. Dei momenti o dei tempi futuri che rinfreschino lo stile di vita corrente, noioso e insoddisfacente. L’uomo aspetta sempre ed è comune sentire il modo di dire “L’attesa al piacere è il piacere stesso”. Tuttavia gli esseri umani non riescono a godersi il momento presente, pensando sempre ad un tempo diverso da quello attuale. Le persone devono capire che rovinarsi il presente con lamentele e aspettative è controproducente: in ogni istante abbiamo a disposizione piccole cose di cui possiamo essere felici, distraendoci dalle cose meno piacevoli. Vivendo nel futuro, l’uomo non vive nel presente, e, non vivendo nel presente, non riuscirà a vivere il futuro quando sarà anch’esso presente. Perciò, cari bagnanti, o montanari, o viaggiatori, siate felici di ciò che state vivendo, senza preoccuparvi o lamentarvi: sarebbe come compiere un’ingiustizia nei vostri confronti.

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