• venerdì , 2 Ottobre 2020

Il male del doping

di Emanuele Virginio

Lo sport occupa un ruolo molto importante nei giovani: grazie ad esso, essi fanno nuove amicizie, sfogano la loro rabbia, provano nuove sensazioni ed emozioni. Per molti lo sport è una guida educativa di rilievo la quale insegna fin da piccoli alcuni valori utili da grandi per affrontare la vita quotidiana al meglio; come la lealtà verso gli altri, la determinazione per il raggiungimento di obiettivi e il rispetto delle regole. Purtroppo negli ultimi anni si sta sviluppando un fenomeno molto negativo sotto diversi aspetti: il doping.

Oltre a trasmettere un pessimo messaggio  agli spettatori ed agli atleti più piccolini, ovvero quello di prendere scorciatoie per arrivare al risultato finale, è anche potenzialmente dannoso per chi lo assume. L’ideologia di dover vincere a tutti i costi, l’ambizione degli stessi atleti, il giro di soldi che vi è dietro certe competizioni o l’esigenza di nuovi sponsor, portano gli atleti a ricorrere ad aiuti che vanno contro l’etica sportiva. Il doping infatti non è altro che l’uso di sostanze proibite (eccitanti, anabolizzanti), allo scopo di accrescere artificiosamente e slealmente il rendimento fisico nel corso di una competizione. A volte gli atleti sono costretti a questa pratica scorretta a seguito di richieste, ritmi o prestazioni troppo elevati.

Il principale motivo per cui gli atleti fanno uso di sostanze dopanti sono i soldi; infatti nello sport si muovono grandi interessi economici e di potere quindi spesso la vittoria è l’unico risultato accettato da dirigenti e sponsor. Ci sono stati perfino alcuni casi, proprio per questo motivo, dove lo sportivo veniva dopato a sua insaputa dai propri allenatori. L’aspetto più grave rimane il fatto che queste sostanze provocano danni a lungo termine agli atleti. Alcuni antidolorifici, per esempio, se da un lato non fanno sentire la fatica della gara, dall’altra aumentano il rischio di traumi sportivi; gli steroidi determinano modificazioni preoccupanti a livello muscolo-scheletrico, nonché lo sviluppo abnorme e patologico di alcuni organi; l’uso prolungato di eritropoietina causa gravi scompensi a carico dell’apparato circolatorio, così come l’impiego di stimolanti. L’ormone della crescita, oltre all’ipertrofia di alcuni organi vitali, favorisce lo sviluppo di tumori; alcuni integratori alimentari provocano lesioni renali; la pratica dell’emoautotrasfusione a fini sportivi può portare a infarto, ischemia e ictus.

Con queste pratiche la lealtà, il lavoro duro, la collaborazione, lo sviluppo naturale ed armonioso del corpo, la competenza e l’abilità passano tutte in secondo piano. Il fatto che conti solamente più il risultato indipendentemente dai mezzi usati rende qualsiasi sport quasi insulso e triste.

Per poter eliminare questo fenomeno si dovrebbero aumentare considerevolmente  i controlli, rendendoli più frequenti ed estendendoli anche alle serie dilettantistiche, e le leggi e le pene inflitte più severe a livello sportivo e penale. Bisognerebbe inoltre educare i giovani fin da piccoli ai valori dello sport e che una vittoria vera, senza scorciatoie illegali e sleali è molto più appagante ed emozionante. 

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