• venerdì , 2 Ottobre 2020

Kamala Harris, il nuovo volto degli Usa

di Filippo Caretta

Kamala Devi Harris è stata annunciata il 12 agosto 2020 come nuova candidata vicepresidente per Joe Biden (candidato presidente). È un evento senza precedenti essendo lei nativa americana da parte di madre e giamaicana da parte di padre. Diventa così la prima donna di colore ad ambire all’ufficio di vicepresidente, ma alcuni si chiedono se sia stata davvero la scelta più giusta. Harris ha occupato due uffici molto importanti prima di essere scelta da Biden: procuratore generale della California e senatrice della California. Non deve stupire la sua affiliazione al partito democratico essendo la California uno degli stati più liberal del paese. Harris si è guadagnata la fama di avvocato feroce e fiera nella resistenza alla droga condannando 1800 persone per possesso di marijuana specializzandosi quindi come consulente statale nella lotta alle droghe.

Tuttavia una volta al programma radiofonico “The Breakfast Club” le venne chiesto se avesse mai provato a fumare erba e lei rispose ridendo causando la furia di molti che videro una posizione ipocrita della senatrice. Tuttavia lei annunciò che ciò non la metteva in una posizione dubbia essendo passati più di 20 anni e scusandosi per gli errori fatti in gioventù. Stupisce inoltre che sia stata scelta come seconda di Biden che aveva accusato di essere un razzista. L’attacco era stato feroce a causa della sua opposizione nei primi anni di carriera ad un atto per i diritti civili. Inoltre bisogna notare come questa scelta non sembri essere basata sull’attuale capacità dell’individuo ma determinata dal sesso e dall’etnia (come detto da Biden stesso all’annuncio della scelta della vicepresidente). Preoccupa inoltre la capacità di entrambi i democratici di affrontare il dibattito presidenziale del 29 settembre dopo che per l’ennesima volta “sleepy” (come viene chiamato per schernirlo dai republicani) Joe Biden si rifiuta di effettuare un test cognitivo che la stessa Harris ha sconsigliato di effettuare.

Tutto ciò ha portato alcuni a pensare che l’inabilità di Joe Biden di essere presidente possa garantire a Kamala Harris il ruolo di primo presidente donna degli USA (in caso Biden si dovesse ritirare). Questa sarebbe il più grande balzo sociale per gli Stati Uniti che hanno avuto 45 presidenti, 44 dei quali uomini bianchi e solo un uomo afroamericano. Potrebbe essere la figura che molti cercano per pacificare gli stati uniti dopo le  rivolte razziali ed il coronavirus, la figura che prenderà il peso di un paese diviso e ormai in guerra

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