• sabato , 23 Ottobre 2021

Riley Howell, un eroe tra i banchi di scuola

Courage. Sacrifice. Honor.

On April 30, 2019, Riley Howell was in class at UNC Charlotte. Seven minutes in, shots rang out and in a split-second decision, Riley chose to fight. He would not live to know that his actions saved lives.

Riley died as he lived – selflessly, bravely and in service to others.

[https://rileyhowellfoundation.org]

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Coraggio. Sacrificio. Onore.

Il 30 aprile 2019, Riley Howell era in classe all’UNC Charlotte. Sette minuti dopo, i colpi risuonarono e in una frazione di secondo Riley decise di combattere. Non sarebbe sopravvissuto per sapere che le sue azioni salvarono vite.

Riley è morto come viveva – altruisticamente, coraggiosamente e al servizio degli altri.

“Il capo di polizia ha riferito che nessuno è stato colpito dopo che Riley ha placcato l’attentatore.” Queste sono le parole della madre di Riley Howell, il ventunenne che ha sacrificato la propria vita per salvare quella dei suoi compagni durante una sparatoria avvenuta il 30 Aprile 2019 nel North Carolina.

Riley Howell era uno studente universitario, nato il 13 dicembre 1997 nella Contea di Haywood, Stati Uniti. Frequentava la University of North Carolina at Charlotte (UNC), stesso posto in cui ha perso la vita gettandosi su Trystan Andrew Terrell, uno studente della stessa università che ha aperto il fuoco nell’ateneo alla fine del semestre primaverile.  

Nonostante i due proiettili che hanno colpito Riley, il ragazzo è riuscito a placcare e a gettare a terra il folle salvando così gli altri studenti, e permettendo loro di scappare dall’aula.

Dopo il gesto a dir poco eroico, nel giro di pochi secondi, Riley è stato colpito alla testa dal terzo proiettile fatale.

A quanto riporta il padre del ragazzo, Thomas Howell, infermiere al reparto traumatologico, la canna della pistola è stata premuta sulla pelle del figlio  quando ha ricevuto il terzo sparo, probabilmente dopo l’impatto al suolo dei due. 

Quest’ultimo colpo, come ha attestato il capo della polizia di Charlotte-Mecklenburg, Kerr Putney, avrebbe posto fine a quello che sarebbe stato un massacro di gran lunga peggiore. Infatti, secondo la testimonianza del professore presente nel momento della sparatoria, Adam Johnson, dopo quello, Terrell ha svuotato la pistola posandola a terra. 

Dopo la morte di Howell, dai resoconti dei media e dalle interviste con circa venti membri della sua famiglia e amici, è emerso il suo amore per la saga cinematografica di Star Wars, come ha dichiarato anche suo fratello minore Teddy, “Era l’unico ventunenne che era disposto a combattere con me con le spade laser”.

La notizia della passione del ragazzo ha raggiunto in breve tempo la società di produzione della saga, la Lucasfilm, la quale ha deciso di omaggiare il giovane eroe menzionandolo nel libro Star Wars: the Rise of Skywalker – The Visual Dictionary

Si può ritrovare la citazione del ragazzo in un passaggio del libro, nel paragrafo a suo nome “Maestro Jedi e storico Ri-Lee Howell”, in cui viene descritto il suo personaggio come un grande studioso e come “colui che raccolse i primi resoconti di esplorazioni e di codificazioni della Forza”.

“Non riesco a pensare a una persona più meritevole di essere canonizzata da qualche parte nell’universo di Star Wars. So che non possiamo nominare un personaggio principale dopo di lui, ma anche un personaggio minore in un singolo fumetto o episodio animato sarebbe un giusto tributo”, scrive James Wes Carrens su The Observer.

Dopo le diverse interviste tenutesi dopo l’accaduto infatti, nessuno è rimasto sorpreso dall’atto deciso e altruista del ragazzo: “Non appena abbiamo sentito la notizia, abbiamo pensato — certo che l’ha fatto, certo che l’ha fatto” ha detto Kevin Westmoreland, il padre della ragazza di Riley, Lauren Westmoreland.

Oltre 2000 persone hanno salutato Riley al suo funerale, nell’auditorium sul lago Junaluska vicino a Waynseville e come un vero eroe, sebbene non facesse parte dell’esercito, non solo ha ricevuto diversi riconoscimenti militari ma ha ricevuto tributi comuni alle sepolture dei membri delle forze armate: durante l’onoranza funebre è stata sparata da una guardia d’onore una raffica di colpi e alla sua famiglia è stata consegnata una bandiera militare.

Oggi la famiglia del ragazzo, come ha attestato uno dei cugini, Hank Pritchard, si sta impegnando nel concretizzare il progetto della “Riley Howell Foundation”, un’organizzazione che ha come scopo principale quello di aiutare le famiglie colpite dalla violenza armata, in onore di questo ragazzo straordinario.

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