• martedì , 28 Settembre 2021

Lo specchio dei social tra realtà e finzione

Una delle molte proposte digitali dei social media è l’utilizzo di filtri facciali per foto e video. Questa funzione permette agli utenti di modificare i connotati, eliminare le imperfezioni del viso, di modificare la realtà.

I filtri si trovano su social come Instagram, Snapchat, Facebook o TikTok e sono sviluppati in realtà aumentata; perciò sono detti anche filtri AR. L’espressione “realtà aumentata” cela un significato più oscuro: la finzione, la maschera. I filtri possono divertire l’utente, ma nascondono un rischio, soprattutto nella vita dei giovani. Alcuni filtri di bellezza sono in grado di distorcere completamente la realtà e creano un’idea sbagliata e finta del proprio aspetto; dall’uso spropositato di filtri di questo genere si origina una profonda differenza tra l’immagine reale e quella virtuale. Questo fenomeno può recare danno all’autostima e al concetto di sé stessi.

Tristan Harris, co-fondatore del Centre for Human Technology, esprime la sua opinione a riguardo nel documentario Netflix, The Social Dilemma: “I social media prendono il controllo dell’autostima e dell’identità dei bambini”. Le due versioni di sé stessi causano confusione: l’accettazione di una realtà non vera e l’impossibilità di raggiungere un determinato canone di bellezza portano i giovani ragazzi e ragazze alla depressione, all’ansia, disturbi del comportamento alimentare e a disagi psicologici.

Il divario tra la visione distorta della propria immagine e la realtà può innescare nei ragazzi più insicuri il disturbo del dismorfismo corporeo: gli individui affetti non accettano una o più parti del proprio corpo e si preoccupano più del normale del loro aspetto. Inoltre il chirurgo plastico Tijon Esho ha coniato il termine “Snapchat Dysmorphia”, nel 2018 per indicare il crescente fenomeno delle persone che si sottopongono a interventi di chirurgia estetica per poter assomigliare alla loro immagine “filtrata”.

L’uomo ha sempre voluto essere piaciuto e apprezzato, ma con l’avvento dei social questo desiderio è aumentato. Il parere delle altre persone influenza moltissimo l’autostima.  “Costruiamo le nostre vite intorno a questa idea di perfezione percepita perché veniamo ricompensati tramite questi segnali a breve termine: cuori, likes, pollici in su e li confondiamo con il valore e la verità.” Le parole di Chamath Palihapitiya, in The Social Dilemma descrivono la felicità momentanea che riempie un vuoto, che lo completa per un momento. Per piacere agli altri si è disposti a costruire una falsa identità.

In Norvegia entrerà in vigore nell’estate 2022 una nuova legge che vieterà di ritoccare le foto. Sarà obbligatorio apporre sulle foto ritoccate un logo per avvertire il pubblico; chi non rispetterà le norme sarà multato. Il logo non servirà per foto di paesaggi o prodotti a scopo pubblicitario, che potranno invece essere modificate liberamente.

Questa legge è pensata dal Parlamento norvegese per la tutela dello sviluppo psicologico di bambini e giovani che ogni giorno vengono a contatto con immagini distorte, le quali influenzano la loro idea di corpo e bellezza.

Le leggi sicuramente aiutano ma non risolvono il problema. Sarebbe auspicabile una nuova cultura dell’Io, in una società dove la sostanza e il mondo reale contano più dell’apparenza e della ricerca del piacere agli altri, anziché di piacersi per come si è.

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