• martedì , 28 Settembre 2021

Lucinda Riley, regina del romanzo rosa

“Nel dolore e nella gioia del viaggio, ho imparato la lezione più importante che la vita possa offrire, e ne sono contenta. Il momento è tutto ciò che abbiamo”

La mattina dell’11 giugno 2021 la famiglia Riley ha reso noto a un gigantesco pubblico di lettori che la nota autrice irlandese Lucinda Edmonds, 55 anni, ha perso la battaglia contro il cancro, diagnosticatole nel 2017.

Nata a Lisburn, Irlanda, nel 1966, Lucinda si è sempre distinta come una bambina vivace, gentile e con grandi sogni, caratteristiche che le hanno sempre permesso di fare breccia nei cuori di tutte le persone che incontrava, e specialmente in quelli dei suoi affezionati lettori. La sua famiglia, per lei essenziale, l’ha sempre supportata nel trasmettere le sue emozioni ad un pubblico sempre più vasto; da piccolissima, infatti, dopo essersi trasferita in Inghilterra all’età di sei anni, Lucinda incominciò la sua carriera come attrice, prima nel teatro e poi nel cinema e per la TV. “Ero molto presa sia dal balletto che dalla recitazione”, racconta l’autrice. “Mia madre era un’attrice, la nonna una cantante lirica e il mio prozio un lighting designer alla Royal Opera House di Covent Garden. Avevo il teatro nel sangue”. A 23 anni le venne diagnosticato il virus di Epstein Barr, una grave forma di mononucleosi che la costrinse a riposo per diverso tempo, durante il quale la giovane attrice si dedicò a un’altra delle sue grandi passioni: la scrittura.

Nel 1992 uscì il suo primo romanzo, “Lovers and Players”; la giovane Edmonds decise così di dedicarsi alla scrittura. Sotto il nome di Lucinda Edmonds pubblicò otto libri: “Lovers and Players” (1992), “Hidden Beauty” (1993), “Enchanted” (1994), “Not Quite an Angel” (1995), “Aria” (1996), “Losing You” (1997), “Playing With Fire” (1998) e “Seeing Double” (2000). Negli anni successivi tornò nuovamente al mondo dello spettacolo, ed ebbe quattro figli. In questo periodo scrisse tre libri che decise di tenere per sé; due di questi sono stati poi revisionati e pubblicati come “Il Segreto di Helena” (2016) e “La Stanza delle Farfalle” (2019).

Intorno al 2010 la voglia di scrivere e pubblicare nuovi romanzi si fece sentire, e Lucinda non lasciò che il suo disturbo agli arti superiori, che le provocava grandi fastidi quando si trattava di scrivere, la fermasse: armata di dittafono, raccontò per intero (punteggiatura compresa!) “Il Giardino degli Incontri Segreti” (2010), che poi propose ad un editore londinese. Contro ogni aspettativa il romanzo riscosse un grande successo, tanto da scalare le classifiche di più paesi. Quello stesso editore volle pubblicare nuovamente i libri scritti sotto il nome di Lucinda Edmonds. In seguito, sotto nome Riley (cognome del marito, Stephen Riley) uscirono “Il Segreto della Bambina sulla Scogliera” (2011), “La Luce alla Finestra” (2012), “Il Profumo della Rosa di Mezzanotte” (2013), “L’Angelo di Marchmont Hall” (2014), “La Ragazza Italiana” (2014) e “La Lettera d’Amore” (2018).

Nel 2012 Lucinda Riley iniziò a lavorare al suo grande capolavoro, la saga de “Le Sette Sorelle”, una serie di otto lunghi volumi in cui la scrittrice concentrò tutta la sua maestria nel tessere trame avvincenti ed elaborate, senza fare alcun errore tra un libro e l’altro e tenendo i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Per questa elaboratissima saga letteraria Lucinda Riley si è ispirata alla sua stessa storia: “Mio padre, un tipo misterioso, viaggiava di continuo e non era quasi mai a casa; la mamma e noi sorelle non sapevamo mai cosa facesse quando era via. Come Pa’ Salt nella saga delle Sette Sorelle, aspettavamo con ansia il suo ritorno e i doni che ci portava sempre da qualche paese esotico. Era una persona saggia e umile che mi ha insegnato che gli esseri umani, siano re o umili inservienti, meritano tutti lo stesso rispetto”. La serie racconta infatti di sei giovani donne provenienti da diversi angoli del mondo, tutte adottate in tenerissima età dal misterioso Pa’ Salt, un uomo d’affari ricchissimo e altrettanto riservato, e portate a vivere ad Atlantis, il fiabesco castello che sorge sulle sponde del lago di Ginevra. Alla morte del padre, avvolta in circostanze misteriose, a ogni ragazza, nominata come una delle Pleiadi (Maia, Alcione, Asterope, Celeno, Taigete ed Elettra), vengono consegnate le coordinate del luogo in cui sono state trovate, e degli indizi per ritrovare la loro famiglia naturale. Ogni libro è narrato in prima persona da una delle sorelle, alternato a flashback dal punto di vista di una parente naturale, con cenni storici approfonditi dall’autrice, che infatti ha viaggiato in tutti i paesi e visto di persona le città in cui ha voluto ambientare la storia delle sette sorelle D’Apliese, in modo da renderla ancora più realistica e avvincente. “La Sorella Perduta”, il penultimo libro della serie, racconta della ricerca della settima sorella, Merope. Uscito in Italia a maggio di quest’anno, è stato l’ultimo libro pubblicato di persona dall’autrice, che aveva annunciato l’uscita dell’ottavo e ultimo libro della saga, in cui avrebbe finalmente risolto tutti i dubbi che i lettori si portano dietro dal primo libro, per l’autunno 2022. Il primogenito, Harry Whittaker, ha annunciato che sarà lui a portare a termine l’ambizioso progetto della madre, seguendo le note che questa gli ha lasciato. Madre e figlio avevano infatti già pubblicato insieme una serie di libri per bambini, “Bill e l’Angelo dei Sogni”.

Con questo ultimo grande progetto da trenta milioni di copie in trentanove paesi, grazie al quale l’autrice ha scalato le classifiche ed è divenuta autrice bestseller del “New York Times” e del “Sunday Times”, Lucinda Riley ha voluto trasmettere ai suoi lettori grandi insegnamenti, come l’importanza del rispetto e della pazienza, che fermarsi lungo la strada per riparare ai propri errori non è una perdita di tempo e che bisogna amare sempre la propria vita. “Le Sette Sorelle è una storia sull’umanità: amore, famiglia, gioia, paura, perdita e sofferenza. E, soprattutto, sul dono più importante di tutti, quello che ha reso possibile al genere umano di sopravvivere a sofferenze insostenibili: la speranza”.

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