• martedì , 28 Settembre 2021

Le persecuzioni moderne

Nuovo attacco di Boko Haram in Nigeria

5 luglio 2021: 140 studenti di un liceo cristiano protestante sono stati rapiti in Nigeria nello stato di Kaduna. Un insegnante, il professore Emmanuel Paul, è stato testimone del sequestro e oltre a raccontarne le dinamiche ha anche riferito che 25 alunni sarebbero riusciti a salvarsi. In base alla testimonianza si evince che i terroristi hanno usato una tecnica già messa in atto altre volte, arrivando nel cuore della notte, per poi sopraffare le guardie, così da poter portar via gli studenti che stavano dormendo. Le vittime sono state probabilmente condotte in rifugi all’interno della foresta al fine di chiedere un riscatto.

Questa è una prassi ormai consolidata nel Nord-Ovest della Nigeria, dove domina il gruppo terroristico chiamato Boko Haram, che avrebbe reclutato anche bande del posto, le quali terrorizzano da anni le comunità locali e che sono collegate all’islamismo più radicale. Da dicembre a oggi si parla di oltre 1000 rapiti, tra bambini e adolescenti, di cui si stima che almeno 200 siano ancora prigionieri, anche perché ai parenti è stato vietato di pagare i riscatti in modo da non incentivare questa vergognosa prassi. Uno dei fatti più eclatanti risale al 2014 quando 276 studentesse vennero sequestrate nella scuola secondaria di Chibok: di queste un centinaio non sono più tornate a casa! Ma è in quest’anno che si è registrato un forte incremento delle attività di sequestro che vedono come vittime gli studenti, per lo più delle scuole di confessione cristiana. Non a caso è arrivata forte la condanna dell’Unicef che ha chiesto al governo nigeriano un concreto impegno per riportare a casa tutti quanti.

Ma cos’è il Boko Haram? Nata nel 2002 nell’area di Maiduguri, il Boko Haram è un’organizzazione terroristica fondata da Ustaz Mohammed Yusuf con l’idea di combattere e cancellare la cultura cristiana e occidentale (compresa la teoria dell’evoluzionismo darwiniano) in quanto contraria ai dettami dell’Islam. Il nome stesso Boko Haram può essere tradotto come “l’educazione occidentale è sacrilega” e il gruppo si è attribuito un nome che non lascia adito a dubbi riguardo ai propri scopi, quello di “Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihad”.

Fin dall’anno della sua fondazione questa organizzazione terroristica ha compiuto stragi e omicidi che hanno portato la Nigeria sull’orlo di una guerra civile, andando a colpire non solo (anche se prevalentemente) i cristiani, ma anche poliziotti e forze dell’ordine fino ad arrivare, nel maggio scorso, al sequestro di 100 bambini che frequentavano una scuola coranica, dimostrando così di essere più dei volgari delinquenti che non dei martiri della religione.

In nome della religione però si continua a uccidere e ad essere uccisi e tra questi ultimi i cristiani sono tra quelli che se la passano peggio. L’associazione Porte Aperte/Open Doors ha denunciato che nel 2019 ben 2.983 cristiani sono stati uccisi per cause legate alla loro fede, così come oltre 9.400 chiese (ed edifici connessi) sono stati attaccati, demoliti o chiusi. Inoltre, per restare in Nigeria, un sacerdote della diocesi di Maiduguri, Padre Elijah Wada, è stato rapito nello Stato di Borno, Nigeria. Padre Wada è stato sequestrato sulla Damboa-Maidugur mentre si recava a celebrare una messa; nell’Iraq liberato da Saddam Hussein, dove il cristianesimo era la seconda religione del paese è oggi quasi impossibile propagare la parola di Gesù: lo dimostrano i continui omicidi perpetrati ai danni di preti cattolici. Ma questi sono solo due esempi e nel mondo la persecuzione anticristiana raggiunge numeri che sembrerebbero impensabili. Sempre Open Doors ha stimato (per difetto) che tra oltre 100 paesi analizzati, ben più di 50 sono a rischio e che almeno 260 milioni di cristiani vengono ancora perseguitati attraverso rapimenti, attacchi, omicidi e stupri. Tra i paesi più pericolosi vengono segnalati: la Corea del Nord, l’Afghanistan, la Somalia, la Libia e il Pakistan.

In un mondo sempre più globale e aperto alla tolleranza si assiste paradossalmente a quella che è la più feroce persecuzione di tutti i tempi e quella Chiesa che è passata dalla povertà degli albori alle polemiche di oggi, rischia di venire colpita proprio in quella parte (missionariato, apostolato, carità…) che è rimasta più legata ai valori originali del Vangelo.

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