• mercoledì , 8 Dicembre 2021

Due chiacchiere con Sio e Mrs Topolino

di Simone D’Elia e Pietro Ruffatti Vitrotti

Nella giornata passata al Salone del Libro, abbiamo avuto la fortuna di incontrare uno dei fumettisti più famosi d’Italia, Simone Albrigi, in arte Sio.

Autore e ideatore della rivista “Scottecs Magazine”, Sio è uno dei più conosciuti autori Shockdom e gestisce il canale youtube “Scottecs”, che conta più di due milione di iscritti. Tra le sue tante collaborazioni vanno ricordate quelle con Elio e Le Storie Tese, Lo Stato Sociale, Panini, Bonelli e Cartoon Network, inoltre ha vinto i premi Gran Guinigi e Boscarato.

Simone è stato così gentile e disponibile da rispondere, nel suo solito stile, ad un paio di nostre domande.

Come è nata la tua passione per i fumetti?

Con Topolino, sin da piccolo volevo leggere queste “cose belle” che erano i fumetti, e quindi ho imparato a leggere e scrivere prima ancora che iniziasse la scuola. Da quel momento mi sono detto: “Anch’io voglio fare questa cosa da grande” e mi è rimasta questa idea. La mia grande fortuna è stata proprio sapere fin da piccolino di voler fare fumetti.

Cosa consiglieresti ai giovani con la tua stessa passione?

Io ho iniziato a pubblicare fumetti sul giornalino scolastico del mio liceo, si chiamava GaliLUI GaliLEI, dal nome della scuola Gaileo Gailei. Sostanzialmente l’unico consiglio è sempre quello: se vuoi fare una cosa devi iniziare a farla subito e farla tanto perché nelle prime mille ore che la farai, sarà sempre molto difficile e poi diventerai automaticamente bravo grazie alla pratica. Io non sapevo né disegnare né scrivere né niente, però volevo fare i fumetti. L’ho fatto tantissimo e ad un certo punto qualcosa ho imparato.

Tra le tue tante collaborazioni hai conosciuto anche Rebecca Sugar, creatrice di Steven Universe?

Sì, ho conosciuto Rebecca Sugar al Lucca Comics del 2019 e ho avuto la fortuna sia di collaborare con Cartoon Network che di conoscere e intervistare Rebecca. Abbiamo anche chiacchierato ed è stato molto bello: è una delle persone che mi ha cambiato la vita.

Hai lavorato anche con la Disney?

Sì, Mi ha chiamato Valentina De Poli, la direttrice di Topolino, e mi ha fatto  fare un po’ di storie. Adesso è un periodo che non le scrivo perché ho fatto una collaborazione con Cartoon Network, ma ho fatto tante storie per Topolino. Ad Ottobre infatti esce “Topolino Metal edition Sio” che racchiude quasi tutte le mie storie che ho fatto per il giornalino. Invece a Cartoon Network ho fatto diversi mini cartoni: il primo era sull’ambiente, “Ciao ciao inquinamento”, che è uscito l’anno scorso. Quest’anno poi abbiamo fatto un altro progetto anche insieme a Fraffrog e Cartoon Network che si chiama “ Io sono diverso” e sensibilizza un po’ di più sulle diversità in generale.

Dopo avergli posto queste domande, abbiamo assistito all’incontro proprio tra Sio e Valentina De Poli: giornalista italiana che ha ricoperto, dal 2007 al 2018, il ruolo di direttrice del periodico a fumetti Topolino, per un totale di oltre undici anni e seicento numeri.

I due non si vedevano da quasi due anni e, dopo questo incontro, abbiamo inseguito l’ex Mrs Topolino, che si prestata a rispondere ad un paio di nostre domande.

Ci può parlare di questa collaborazione (e amicizia) con Sio?

Sio è uno dei protagonisti del fumetto, e non solo, più famosi degli ultimi anni. Quindi quando ero direttore di Topolino, vista la sua popolarità, mi è sembrato normale chiedergli se volesse fare qualcosa insieme, anche perché lui ha sempre dichiarato che la sua passione per il fumetto è nata proprio leggendo Topolino. Ci siamo conosciuti grazie a Tito Faraci, uno sceneggiatore molto importante che oggi cura anche le collane di Feltrinelli Comics a fumetti. Sio ha sì fatto dei disegni, ma ha soprattutto scritto delle storie con paperi e topi, dandogli, come potete immaginare, quello spirito un po’ diverso da quello a cui siamo abituati noi lettori. Non lo vedevo da più di due anni ed è stato veramente emozionante incontrarlo anche perché lo ritengo una bellissima persona e mi mette sempre allegria, come penso faccia con tutti

In che veste è qui al Salone?

Qui al salone collaboro con tante persone. Oggi scrivo per l’inserto TuttoLibri della Stampa e avevano bisogno di una persona d’esperienza che guidasse dei collegamenti con le scuole di tutta Italia; quindi li ho accompagnati io dato che conosco i luoghi e, soprattutto, i libri. Siamo stati in collegamento con circa venticinquemila bambini.

Come ha trovato il Salone post pandemia?

Già il fatto che sia aperto è un segnale. Ieri abbiamo fatto le prove per questi collegamenti e mi ero un po’ spaventata perché non ho visto la solita invasione di scolaresche a cui ero abituata ad assistere il giovedì al Salone. Oggi invece, che è venerdì, sono felicissima perché mi sembra che lo spirito stia tornando quello solito, per cui direi che è un Salone simbolicamente molto importante. E’ un po’ inusuale vederlo ad Ottobre anziché a Maggio: è stata una bella sfida e sono stati molto bravi ad insistere per averlo. E’ anche un po’ un’emozione se pensiamo ai due anni che abbiamo lasciato alle spalle, soprattutto voi ragazzi.

C’è una presentazione che l’ha colpita in particolare?

Stamattina c’era Jeff Kinney, autore di Diario di una Schiappa, in collegamento dall’America, e dato che eravamo in diretta con le scuole abbiamo organizzato un’incursione. Alla fine dell’evento gli abbiamo detto che, oltre al pubblico in sala, lo stavano seguendo migliaia di bambini dalle scuole di tutta Italia e lui si è emozionato, non ci credeva. Lui e la Schiappa sono degli idoli: avrei voluto averla io, quando ero piccola, una Schiappa da leggere, perché è veramente perfetta per questi tempi.

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