• mercoledì , 8 Dicembre 2021

Il caso Dred Scott

Nel diciannovesimo secolo in America la schiavitù era messa in continua discussione. Il giudice, negando a Scott i suoi diritti, sperava di porre fine o almeno attenuare questo problema. Non riuscì nell’intento. 

Il padrone di Dred Scott, Peter Blow,  si trasferì in Missouri e poco prima di morire, quando il suo schiavo aveva trent’anni, ne aveva deciso la vendita al signor John Emerson.  

Emerson, per motivi lavorativi, si spostava continuamente da uno Stato all’altro, prima in Illinois e poi in Wisconsin. Al tempo erano Stati dove la schiavitù era vietata. Secondo le leggi federali nel momento in cui avrebbe messo piede in uno di questi Stati, Dred avrebbe perso il suo status di schiavo ma contrariamente alle previsioni egli rimase tele.

Nel 1837, Dred conosce una schiava Harriet Robinson e se ne innamora. Riescono a sposarsi, nonostante fossero privi di diritti. John Emerson che quasi nello stesso anno si sposa con Eliza Sandford, acquista Harriett, diventando così anche il suo padrone. 

The Dred Scott Case - Gateway Arch National Park (U.S. National Park  Service)

Poco dopo John muore e lascia tutto, anche gli schiavi, ad Eliza. Quest’ultima nel 1846, vuole vendere Dred, il quale  propone di comprarsi la sua libertà , quella della moglie e delle figlie, perché aveva messo da parte molti risparmi, ma Harriett è contraria. Dred allora decide di denunciare il tutto, perché lui e la sua famiglia erano rimasti schiavi anche negli Stati in cui non avrebbero dovuto esserlo. 

Una giuria di 12 persone approva la questione di Dread, ma Miss Emerson fa appello. Il caso dopo undici anni va alla corte suprema, che cambia direzione e dichiara schiavi gli Scotts. 

Nel frattempo Harriet sposa un abolizionista. Per continuare la battaglia contro la libertà di Dred lo cede al proprio fratello John Sandford, il cui suocero avendo un business che girava attorno alla schiavitù, aveva tutto l’interesse a non perdere.

Scott ripresenta il caso in tribunale, ma stavolta contro Sandford. La giuria, si sapeva, non sarebbe stata d’aiuto: era risaputo infatti che solo in due fossero contro la schiavitù.

Qualora Dred non fosse stato un cittadino, il caso non avrebbe potuto essere preso in considerazione. La risposta alla questione veniva suggerita da Roger Brooke Taney attraverso la negazione della cittadinanza a Dred. Egli: arrivava a questa conclusione: “Può un negro, i cui antenati vennero importati in questo paesi e venduti come schiavi, diventare parte della comunità politica formata e costruita dalla istituzione degli Stati Uniti?”  e poi, “Un nero non ha diritti che un uomo bianco è obbligato a rispettare”. 

La decisione di Taney si basava su leggi, o su quello in cui credeva? Era chiaro a tutti che la corte avesse perso credibilità perché non aveva rispettato alcun principio. Il giudice potè permettersi un giudizio crudele perchè conforme alla visione comune a tutti.

Dred e Harriett furono infine venduti ai Blow, i vecchi proprietari di Dred, che avevano pagato i suoi avvocati durante tutta la causa, e vennero finalmente liberati.

Da questo caso nascono mille dibattiti e questioni, con esso tanti altri fattori che contribuiscono allo scoppio della guerra civile. 

Il caso risale al 1857, ma esprime un fenomeno ancora attuale rappresentato dal caso in cui un verdetto che per quanto conforme alla legge, essendo diverso da quello che si aspetta l’opinione pubblica, viene percepito ingiusto.

Un esempio noto può essere quello dell’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, il suo intento era aiutare gli immigrati per mezzo di azioni che i giudici hanno ritenuto non corrispondenti alle norme in materia di immigrazione. L’opinione pubblica nonostante una sentenza è scesa in piazza contro i giudici.

Anche in questa occasione l’opinione pubblica non ha accettato una sentenza perchè basata su una legge che non esprime i suoi valori.

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