• venerdì , 25 maggio 2018

Elezioni 2018 made in Valsalice

Secondo un sondaggio di Skuola.net, 9 giovani su 10 hanno votato durante le consultazioni elettorali dello scorso 4 marzo 2018. L’ultimo dato precedente all’election day aveva fatto temere il peggio: solo il 50% dei ragazzi avrebbe esercitato il proprio diritto acquisito con la maggiore età. Niente astensionismo di massa, solo tanta incertezza e confusione.

A seguito dell’iniziativa proposta da “La Stampa” di confronto politico rivolta ai ragazzi del ’99, a cui ha partecipato anche Dario Zamani, studente valsalicense di quinta scientifico, il Salice ha deciso di intervistare alcuni ragazzi del quinto anno, per comprendere sensazioni, emozioni, paure legate alla prima votazione.

In tutti e tre i licei, la statistica ha rispecchiato le stime nazionali: quasi tutti i diciottenni hanno partecipato alle elezioni. C’è stata tanta emozione e agitazione: è stata infatti la prima volta in cui hanno sentito che la loro opinione sarebbe stata ascoltata e avrebbe avuto finalmente una valenza. Molti non sapevano cosa aspettarsi e come affrontare il momento, altri invece sapevano di avere una responsabilità, ma al contempo erano consapevoli che il loro singolo voto probabilmente non avrebbe cambiato gli esiti delle consultazioni e felici di aver espresso una preferenza in libertà. Una consistente percentuale si è definita “indecisa fino all’ultimo momento” e “insicura sulla scelta fatta“, sostenendo di “aver scelto il meno peggio“.

In quanto primi esponenti della generazione dei “millennials”, è cambiato molto il modo con cui i ragazzi si sono preparati al voto: oltre al prezioso dibattito in classe con i professori e il confronto in famiglia, importante è stata la lettura dei programmi politici sui giornali online, guardare interviste su YouTube e seguire gli interventi dei candidati sui diversi social network. Inoltre, qualcuno dice di aver scoperto durante la campagna elettorale il proprio interesse verso la politica e che, nonostante sia insoddisfatto dal risultato, continuerà a seguirne gli sviluppi.

Non sono mancate alcune difficoltà tecniche: molti si sono lamentati delle code trovate ai seggi elettorali (per via dell’introduzione del “tagliando antifrode” e di alcune schede sbagliate); qualcuno sostiene, scherzosamente, che la maggiore complicazione sia stata il piegare la scheda elettorale, mentre qualcun altro dichiara di avere avuto qualche perplessità nel momento in cui gli è stata consegnata una matita per votare e non una penna, con cui credeva di dover compilare ogni documento ufficiale.

Per quanto riguarda le opinioni sul futuro del governo, qualcuno è molto preoccupato, perchè è convinto che si penserà più ai propri interessi e al mantenimento della propria rete di clientes nei punti strategici piuttosto che lavorare per il bene del paese; si teme, inoltre, che gli esponenti non tengano fede alle promesse fatte durante il periodo di campagna elettorale. Vi è però un barlume di speranza: si ci aspetta apertura e comprensione, con una valorizzazione dei giovani e la stabilità economica e sociale.

Sono state tante le risposte e le visioni date, ma si concorda su un unico punto: i ragazzi di Don Bosco hanno risposto con la solita vivacità ed entusiasmo al sopraggiungere di questa nuova grande responsabilità, preparandosi con precisione, desiderosi di partecipare attivamente alle sorti di uno Stato che dà loro una forte possibilità di esprimersi.