• sabato , 7 Dicembre 2019

Fotografia, Racconto

In occasione di una delle conferenze tenute alla mostra Word Press Photo Il Salice ha incontrato il fotografo dell’agenzia Reporters de La Stampa Daniele Solavaggione (leggi qui l’incontro del Salice nel 2016) percorrendo un viaggio tra il passato e il presente della fotografia torinese.

Tramite scatti di ieri e di oggi il fotografo ha dato un’immagine alle parole.

Si parte dai Murazzi affollati, emblema della gioventù, si parla dei cinghiali che una sera hanno fatto la loro apparizione nel Po, neanche fosse la scena di un film, della spiaggia dei Murazzi, che poi tanto spiaggia non era. Poi cambia tutto, nel 2001 troviamo i Murazzi allagati, i locali iniziano a chiudere e la movida torinese si sposta. La fotografia testimonia.

San Giovanni, prima e dopo, fuochi d’artificio e droni, la nuova generazione che si prende la scena, ma per il momento l’innovazione non stupisce quanto la tradizione. L’ippodromo di Vinovo che chiude rappresentato da un lucchetto chiuso e un cavallo che si allontana. La Stampa, quando stava cambiando sede e furono tolte le lettere dell’insegna.  Le Olimpiadi del 2006 a Torino e Sestriere dove, oltre all’inaugurazione e alle singole competizioni, sono stati fondamentali i volontari. Il cadavere ripescato dalla Dora, osservato da una grande folla, anche bambini. Poi i primi cortei NO TAV e le esercitazioni alla scuola ONU. Tutte facce della stessa città.

Eventi testimoniati da foto o video, l’obiettivo fondamentale è documentare il passato per immagini nella maniera più completa possibile rispettando i codici deontologici, far capire la notizia senza che si legga la didascalia. Ogni scatto nasconde una storia, come quella del cane imbalsamato che il signor Angelo porta con sé, e quando si assiste a questa storia bisogna essere partecipi sia della gioia che del dolore.

Solavaggione copre i visi, non è interessato a denunciare la persona ma la situazione. Sottolinea l’importanza di cambiare punto di vista mostrando una foto al Poligono, ma dalla parte del bersaglio per rendere il tutto più interessante e stimolante. E’ una variabile significativa la presenza di almeno una persona che rende la prospettiva e dona vitalità all’immagine.

Il bravo fotografo è colui che si adatta alle situazioni e che riesce a cogliere il momento che fugge via, il fatto interessante, in una frazione di secondi, ma anche quello che cerca le condizioni più favorevoli, che si informa. Tramite un grande giro di contatti si trova al momento giusto al posto giusto, un misto di fortuna e ricerca dove la collaborazione è essenziale. Il bisogno di fotografia c’è, perché è notizia.

La Fotografia é Racconto.

Daniele Solavaggione

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