• mercoledì , 12 Dic 2018

Speciale Maturità 2019: L'(in)utile cambiamento

di Marta Cirio
 
“Vorrei che gli studenti possano esprimersi al termine del percorso di scuola secondaria superiore per quello che hanno fatto negli anni” ha detto il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti spiegando il cambiamento  dell’esame di Maturitá. Ma le reazioni degli studenti non sono state univoche.
 
Secondo un sondaggio di Skuola.net, il 34% degli intervistati ritiene sia migliore del precedente, l’11%, invece è contrario, mentre il 22% risulta indifferente. In primis l’ aspetto che più convince i 2/3 dei ragazzi è la scelta di ridurre le prove scritte: possono così dedicare anima e corpo alla seconda prova, abolita la terza. Gli altri, invece, immaginano che quest’ultima avrebbe migliorato il loro risultato finale.
 
 
Per quanto concerne la prima Prova, il 61% ritiene che sia meglio avere una doppia chance per il tema di ordine generale, mentre il 23% avrebbe preferito mantenere le quattro tracce del saggio breve/articolo di giornale; il 72% approva invece la scelta di avere due diversi autori per l’analisi del testo. In quanto all’addio al tema storico…ogni anno è la tipologia che incontra meno favori, ma il 37% l’avrebbe voluta nel 2019. Riguardo al calcolo dei punteggi, il 46% si dichiara favorevole al nuovo sistema, mentre il 40% avrebbe voluto giocarsi più punti a Giugno. Il 14% é invece indifferente.
 
 
Il punto che ha scatenato la bufera, il cosiddetto casus belli, é stato  però l’alternanza Scuola-lavoro.
“Ho fatto quasi quattrocento ore di alternanza e ho appena scoperto che non é servito a nulla!” “Ho dovuto prendermi un appartamento per quattro notti per ventiquattro ore di alternanza, but guess what? Non serviva a niente.” tuonano su Twitter, sotto #maturitá2019.
 
 
Luca Serianni, linguista italiano, spiega :”L’obiettivo del cambiamento é verificare meglio la capacità dei giovani di comprendere e argomentare”. Si può dire la cosa giusta per la ragione sbagliata. Così come si può dire la cosa sbagliata per la ragione giusta. Una ragione però ci deve essere e deve essere chiara, scriveva Hume, filosofo illuminista. “Perché?”, la domanda più intima e naturale dell’uomo, ronza sempre nei pensieri dei giovani che dovrebbero ascoltare i grandi Maestri e cercare di dare risposte sorrette da argomentazioni. 
 
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